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sabato 31 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Due lettrici scrivono:

Lucia Cazzato ha scritto:
Chiedo scusa per il ritardo della mia risposta e soprattutto per l'orario; sono mamma di due bambine e in questo mio periodo di maternità, sono incluse le notti in bianco.
Comunque, ho letto con attenzione la sintesi del progetto e considero l'argomento valido e molto interessante.
In questo periodo storico-politico un'economia condivisa potrebbe essere l'obiettivo di un'autentica rivoluzione che porti ad un' omeostasi meno cancerogena di quella che sottende oggi il sistema! 
Credo che le radici di tale economia condivisa debbano risiedere dapprima nei rapporti intra-familiari e poi in quelli extra, in modo da rappresentare un vero e proprio stile di vita e non una buona azione compiuta di tanto in tanto.
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Giò.
L'idea è buona, ma bisogna essere liberi da altri impegni, e io non lo sono.
Le persone che non svolgono più attività lavorativa sono le più idonee a portare avanti questo progetto.

Gli altri possono solo appoggiarlo.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Un lettore scrive:

Carlo Moramarco ha scritto:

Caro Sebastiano,
la pace di Cristo regni nei nostri cuori.
Ho letto l'episodio storico degli anabattisti Hutteriti che gentilmente mi hai inviato.
E' certamente un episodio edificante, un'azione mossa dallo Spirito di Dio. Su questo episodio, per amore della verità e per una corretta comprensione di esso, osservo quanto segue.
Questi 200 anabattisti furono costretti a lasciare la loro città, non è riportata esplicitamente la ragione, posso assumere sia stata la persecuzione che gli anabattisti subivano da parte di cattolici e  protestanti.
Si trattava dunque di un gruppo omogeneo, con una fede vera
disposto a difenderla in ambiente ostile ed anche ad andare per essa in esilio.
La solidarietà tra loro, lo ripeto, encomiabile, era rivolta non a tutti gli uomini ma ad un piccolo gruppo ben circoscritto.
In altre parole non c'erano quelli che si avvicinano alla fede solo per il pane e per i pesci gratis. 
Penso alla solidarietà che ha unito ed unisce gli ebrei nei momenti di difficoltà.
Lo scritto accenna che oggi gli Hutteriti vivono in fattorie fraterne ma non dice dove e come vivono.
Più in generale non affronta il tema della proprietà privata alla luce biblica.
Condivido l'inciso che si deve offrire sempre volenterosamente e senza costrizione.
Sono pienamente convinto che dovremo rendere ragione a Dio dell'uso che facciamo del  denaro.
Ricevi un abbraccio fraterno

Carlo

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Un lettore scrive:


Giorgio Massidda 31 agosto 2013
Tutte affermazioni ragionevoli ed importanti ma...come al solito, nessuno sa darsi una ragione, o se la chiede, sul perché nonostante tanti bei propositi nulla si muova.
A mio modo di vedere le ragioni sono diverse:
1)   siamo cristiani ben pasciuti e correre il rischio che il progetto sia lento a decollare ci....sgrasserebbe.
2)   Nessuno pare vuole correre il rischio di perdere il proprio...sovrappeso.
2) e se l'altro è in malafede e mi sfrutta? 
Vero, può succedere, ma non c'è nulla di peggio che sentirsi isolati in una comunità felice ed operosa, quindi la soluzione è nella cattiva azione.
3) chi organizza il tutto?
Ovviamente è indispensabile trovare un soggetto che faccia da mosca cocchiera e raduni attorno a sè altre persona capaci di organizzare, scegliere i posti dove successivamente spostarsi, coordinare tutti gli altri abbattendo i malumori che talvolta possono crearsi e scegliendo a partecipare alla Cena del Signore i non conflittuali.
Questo è un lavoro enorme, difficile da gestire che richiede la capacità di dare fiducia e di seguire (nel bene e nel male) la persona cui si è data fiducia. Facile? NO!!
3)   i posti dove organizzare una struttura del genere non mancano, ma non devono essere posti di sofferenza.
4)   Nessuno a chiesto all'uomo di soffrire ma anzi, di essere sempre gioioso, ed a tal fine sono stati creati posti bellissimi tutto in giro per il mondo.
5)   Abbiamo anche diversi esempi sia pure finalizzati ad obiettivi diversi dal nostro.
6)   Cerchiamo di copiarne gli aspetti utili, tralasciando ciò che non è nei nostri programmi.
5) agricoltura per prima cosa, una volta costruite abitazioni semplici che successivamente potranno essere rimodellate, per dare sostentamento ai partecipanti; da qui si risvilupperà l'artigianato e le attività e scambio di idee, azioni naturali dell'essere umano.
6) basta armiamoci e partite!!
Propongo una riunione a breve, con l'intervento diretto e su invito personale di coloro che sono interessati ad un vero discorso simile, senza barriere di razza, sesso, credo.
7) NESSUNO dovrà cercare di imporre la propria religione e filosofia agli altri, in nessun momento, ma accettare che semmai venga condivisa da chi vuole, senza che ciò sia cause di fratture o repulsioni.

Credo che già iniziare a coordinarci con questi pochi punti porterà ad un grosso lavoro e nulla e nessuno impedisce che, in occasione dell'incontro, ciascuno non possa aggiungere altri punti focali.

Lascio a Sebastiano Giambrone il compito di riunirci. Personalmente suggerirei Roma o Firenze in modo che sia un punto centrale e di facile accesso per tutti, calibrando il posto in cui riunirsi, in base alla partecipazione.

Io ho 70 anni (quasi) ma offro la mia collaborazione gratuita e completa, in base alle mie capacità.

CHI ALTRO?

venerdì 30 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Un lettore scrive:

 Anonimo 29 agosto 2013
Nel 1528 un gruppo di circa 200 anabattisti fu costretto a lasciare la città morava di Nikolsburg (oggi Mikulov) alla ricerca di un luogo ospitale che li accogliesse.
Nonostante avessero venduto tutto ciò che era possibile, non disponevano di molti mezzi.
Tra di loro c’erano anche delle vedove e molti orfani.
Quando fecero la prima sosta in un villaggio abbandonato, narra la Grande Cronaca Hutterita, “…questi uomini stesero un mantello dinnanzi a tutto il popolo ed ognuno vi mise sopra i suoi possessi, volenterosamente e senza costrizione, ed essi fecero questo per il sostegno dei bisognosi secondo gli insegnamenti dei profeti e degli apostoli ”.
Quest’atto confermò la loro decisione di stare insieme e di assumersi la responsabilità dell’intero gruppo, mettendo in comune tutto quello che possedevano secondo l’esempio di Atti 2:44.
Nonostante le persecuzioni, dopo 500 anni gli anabattisti hutteriti ancora oggi testimoniano l'amore cristiano, nella solidarietà della vita comune, rifiutando ogni violenza sino alla non resistenza, nelle loro centinaia di Fattorie Fraterne.
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Storia di un evento accaduto in sud Africa.
Non pioveva da tempo.
Tutti i cristiani di tutte le chiese si sono riuniti in uno stadio e hanno pregato in quello giorno.
La potenza della preghiera e la loro fede  ha fatto muovere la mano di DIO , e si è messo a piovere, e cosi hanno potuto salvare la loro raccolta di patate.
Gloria a DIO .

Questa e una storia vera.

giovedì 29 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Un lettore scrive:


E. Franco Pesci 26 agosto 2013
E' tutto molto semplice e allo stesso tempo enormemente difficile. E' difficile per tutti essere semplici , essere umili , non giudicare.
E' difficile passare dalla "via stretta", perché tutti vogliamo essere ritenuti buoni , giusti, belli , la colpa è del ladro da eliminare, o del diverso che ha una fede diversa dalla mia, che invece di dire amen dice amin o aum o om.
"Lui emette suoni vuoti io invece ho la verità in tasca e sarò sicuramente beato".
Questo pensiero, espresso da molti non è sicuramente cristiano, perché se consideriamo la figura di Cristo , vedremo che egli , nato re e sacerdote di Israele , non ha escluso nessuno ma ha abbracciato tutti , pagani ebrei samaritani, donne , peccatori e giusti. E per chi ci crede ha salvato l'umanità non solo una volta ma continua a salvarla continuamente.
Un saluto a tutti.
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Ciao fratello, purtroppo la chiesa negli ultimi anni si è assopita lasciandosi trascinare dalla mondanità e dal materialismo.

C'è bisogno di un risveglio e di un ritorno ai principi della chiesa del libro degli Atti, preghiamo a questo fine.

mercoledì 28 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Un lettore scrive:
SE TU CREDI IN DIO , AMI , E CONDIVIDI.



Economia di comunione!
Sembrerebbe una utopia, ma al tempo degli atti degli apostoli era ciò che avveniva.
E dovrebbe avvenire anche oggi tra i cristiani dell'epoca moderna, lacerata dal consumismo e dalla disperata ed ossessiva ricerca del piacere.
Per non parlare poi delle malattie del benessere.
Noi cristiani dovremmo essere dei facitori di ciò che dice la Bibbia: aiutarci gli uni con gli altri ed essere quindi membra di quell'unico corpo che è di Cristo, la Sua chiesa.
Se un solo membro soffre, soffrirà tutto il corpo.
Se soffre una mano o un occhio ne risentirà tutto il corpo, lo stesso quindi vale per la chiesa, paragonata dall'Apostolo Paolo al corpo umano.
E' indispensabile ritrovare quella vera unità e pari consentimento che ci consentirà di attuare questo progetto di condivisione nell'amore che ci unisce in Cristo Gesù.
Vieni Spirito Santo, soffia su noi, riporta questa unità per esprimerla in questo progetto di condivisione!!!


Dr. Arch. Mario Arcella

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Una lettrice scrive:

Dalla notte dei tempi il mondo è suddiviso in ricchi e poveri. Anche nel mondo animale ci sono i leader che controllano il territorio; gli altri sono sottomessi o al massimo gregari.
Cristo ci ha insegnato a non essere così. “Chi vuol essere il primo tra voi sia il servo di tutti”, ci ha detto.
In Gerusalemme, dopo aver creduto, i fedeli mettevano ogni cosa in comune. Oggi ciò sarebbe difficilmente applicabile, ma il concetto cristiano della condivisione e dell' aiutare chi è nel bisogno rimane sacrosanto. Come si può essere felici, sapendo che mentre un credente vive sazio, un altro è nella miseria?
Qualcuno ha affermato in questo blog, mi pare, che solo i grandi personaggi dell’economia possono far qualcosa per i miseri, ma se ciascuno di noi aspetta che si muovano gli altri, difficilmente cambierà mai qualcosa. Non dobbiamo sentirci estranei al problema. Facciamo tutti parte dello stesso ingranaggio; e se qualcosa non funziona, l’intero ingranaggio s’ inceppa. Come in questo periodo: crisi economica, da cui sembra difficile uscire se non in tempi abbastanza lunghi.
Comprendo pienamente il punto di vista del lettore architetto, che dice di trovarsi senza lavoro dopo aver speso energie e competenze per dare il meglio di sé.
L’arrivismo di molti nulla ha a che fare con la volontà che tutti abbiano la loro equa parte nel processo di giusta convivenza civile.
Perché si tratterebbe di un vero e proprio processo: riciclaggio di risorse, anche umane, messe nella giusta postazione di lavoro; utilizzo di materiali poveri e non inquinanti nelle fabbriche; ritorno all’agricoltura, anche. Nelle fabbriche le macchine hanno pian piano sostituito il lavoro manuale: io tornerei a quest’ultimo, utilizzando le macchine al minimo indispensabile per restituire all’uomo il lavoro. La creazione di piccoli gruppi, di cui il fratello Giambrone mi parlava tempo fa, che aprano e gestiscano piccole  attività (anche fabbriche artigianali, aggiungerei io) in settori non ancora saturi, potrebbe essere un passo nella direzione dell’economia condivisa.
Ma, anche senza voler appartenere a un gruppo o pensare in termini di globalizzazione, possiamo nel nostro piccolo fare qualcosa: “aprire le palme al povero”, come dice Gesù, scambiarsi servigi, come altri suggeriscono nel blog, non approfittare degli altri (altro concetto biblico), mettere i propri talenti al sevizio della comunità, anche in forma disinteressata, per quanto possibile.
Consiglierei all’architetto citato di continuare a credere e a pensare che le sue energie non sono andate perdute, sapendo che il Signore non abbandona mai quanti confidano in Lui.


Gioconda Cutri’

martedì 27 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Le/I lettrici/lettori scrivono:

Arch. Valerio Curti, va male grazie !
In quanto architetto, con esperienza anche internazionale pluriennale, ormai senza fissa dimora, senza lavoro, senza soldi, senza credito in un ambito dove ho speso tutte le mie energie per poter essere il meglio che potevo e di servizio a tutti, non POSSO più accettare ulteriori parole vuote di contenuti... Valori cristiani? Assolutamente, ma nel concreto, per uno come me e per miliardi di altre persone cosa significa ciò?
Se sono sempre e solo le solite belle parole, Grazie ma non mi interessa... Io pago sulla mia pelle da sempre il mio portare avanti valori cristiani veri ed essere coerente con la mia fede...
Tanti, troppi, parlano parlano e beh stendiamo un velo pietoso... La community a cui mi continui ad invitare... Cosa dovrei farci? Leggere ancora una volta concetti che mi sono arcinoti e che applico (tra i pochissimi) sin da troppi anni, ormai, mi suona con presa in giro...
Come va? 
Drammaticamente male, assolutamente in maniera davvero cristiana, e beh, che il Signore ci protegga .
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Antonietta 29 giugno 2013
Ho letto quanto sopra, e devo dire, che anche io vedo l'economia condivisa cristianamente, lasciandosi trasportare dagli insegnamenti del Cristo-partecipare, compatire-condividere-sostenersi-amarsi umilmente nella buona e nella cattiva sorte- essere esempio a quanti si disperano- mostrare di avere risorse interiori oltre che materiali- essere parsimoniosi ma attenti al bisogno del momento- informarsi di chi ha bisogno e discretamente non lo dice- insomma penso che una condivisione vada oltre le apparenze ed i bisogni materiali- dividere il pane è poca cosa, ma condividere la fraternità è divino- solamente chi ama Dio e la Sua volontà può attuarla-perché lo Spirito Santo è in chi lo cerca con cuore sincero- i miti erediteranno la terra- i puri vedranno Dio ...
( A.P.)
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Jubilo orum 26 agosto 2013

W LA FRATERNITà applicata !

lunedì 26 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Le/I lettrici/lettori scrivono:

   La vera povertà non è quella che vediamo per strade della nostra città, ma è quella che c'è nei cuori privi d'amore, altruismo, compassione verso chi e meno fortunato di noi.
Michele Sannino
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Condivido e sintetizzo dicendo:
 "Molto spesso la povertà è uno stato mentale!"
 I veri poveri sono ad esempio quelli che chiamiamo "senza tetto", che non entrano e non sono invitati nelle nostre chiese perché non riusciremmo a gestire i loro bisogni.
Tra non molto, Dio volendo, verrà diffusa una proposta a questo riguardo ... preghiamo perché sia fatta ogni cosa secondo la Sua volontà.
Un abbraccio in Cristo, Carlo.
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Ho letto , e vedo che nel nostro cuore pensiamo tutti nello stesso modo.
Noi piccoli cittadini non possiamo fare niente , solo con i nostri vicini o amici. Quelli che devono fare qualcosa per quelli che sono nella miseria , sono i dirigenti, i padroni di industrie, i ricchi del paese.
Che le loro coscienze si aprano alla compassione. Preghiamo per questo.
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E proprio questo.
Dobbiamo tutti cambiare le nostre coscienze.

Purtroppo senza DIO nelle nostre vite non possiamo cambiare. Noi lo sappiamo

domenica 25 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Le/I lettrici/lettori scrivono:


Gionni Gelmini
Bella idea anche se vecchiotta.
Ma il senso dell'unione fa la ...differenza.. è chiaro.
Viviamo un periodo di crisi di valori, e ve ne do un esempio: mia mamma mi racconta sempre di come riuscivano a campare in otto con un piccolo orto e alcune bestie tipo galline.. tirando l'acqua dal pozzo e raccogliendo pannocchie e legna per scaldarsi.
Morale sono ancora tutti vivi.. noi con tutte le comodità siamo sempre pronti a lamentarci.. ecco  io credo che si ci sia crisi e lo dimostra il numero di disoccupati, ma in verità la crisi vera è dentro di noi nel nostro animo egoista e non veramente nella difficoltà di sopravvivenza..
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Gionni Gelmini

Ti capisco e condivido la tua idea .
La nostra crisi è oltre che economica è soprattutto crisi sociale di valori morali.. un tempo si viveva con poco : un orto e qualche animale e tanta solidarietà.
Oggi si ha molto e si vorrebbe sempre di più, lasciando indietro invece quei valori umani che sono cosi importanti per la vita, e creando dentro di noi soltanto terreno arrido...
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Maria Cavallaro 25 agosto 2013
Io vivo in una piccola realtà di mille anime dove già lo scambio avviene come dono ed è una cosa molto bella poter donare quello che ti avanza a chi ne fa buon uso, piuttosto che far perire nel frigo quello che non si può consumare, ma farne merce di scambio mi sembra un pò difficile.
Piuttosto sarebbe meglio che i professionisti abbassassero un po' le parcelle esose e per alcuni impossibili, per permettere a tutti di poter accedere a dei servizi talvolta indispensabili.

Il medico infatti non può vivere solo di zucchine e pomodori, ma si potrebbe accontentare di una parcella modesta, alla portata di tutte le tasche.

sabato 24 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Le/I lettrici/lettori scrivono:

Certo, sarebbe tutto più semplice e giusto, purtroppo, però, l'uomo, nonostante sia stato creato a immagine di Dio, troppo spesso dà ascolto agli istinti più bassi che si muovono in lui e i risultati li abbiamo sotto gli occhi, tutti i giorni.
Sinforosa Castoro
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Questo che spieghi e il denaro è la stessa cosa, nonostante sta benissimo che un dottore accetti i beni di una persona come moneta di cambio, giacché questa persona può avere difficoltà en fare che i suoi beni (pomodori, cipolle, zucchine,...) si trasformino in denaro e, allora, sta benissimo che il dottore li accetti, anche se non abbia bisogno di loro.
Podi-.
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Ciò che ho letto lo condivido, purtroppo, nella nostra società altamente dominata dal denaro, dal consumismo e dall'apparenza piuttosto che dall'essere penso che tutto ciò diventa utopistico.
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VERISSIMO !!! SE TUTTI FOSSIMO UN PO PIU' UMANI IL MONDO GIREREBBE MEGLIO ,LA CATTIVERIA UMANA NON A LIMITE ,MA DIO NON A CREATO IL MALE ,IL MALE NON E' CHE LASSENZA DI DIO DENTRO DI NOI

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Due lettrici scrivono:

Buon giorno, DIO vi BENEDICA .
Vediamo che in questo periodo che viviamo, i soldi mancano.
E se non ci sono soldi come si fa a vivere?
In una certa epoca , quando non esistevano  ancore i soldi, le persone pagavano le cose in natura.
Cioè  ad esempio: io sono parrucchiera, faccio dono dei miei servizi, in cambio a una pedicura.
Questo e un esempio banale.
Ho letto una storia dove un dottore visitava e curava i malati, in cambio di uova, formaggio, galline, verdura.
Vi racconto questo, perché questa mattina ho portato mio padre di 83 anni dal dentista,  prima e andato al giardino ed ha raccolto 2 zucchine, pomodori, prezzemolo, insalata e così che ha pagato il dentista.
E il dentista lo ha ringrazio grandemente.
Conclusione , questo ed un esempio di condivisione.
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Il mio pensiero è che se tutti fossimo uniti e se negli uomini ci fosse bontà e giustizia tutto il mondo sarebbe meno povero sia in beni materiali in certe parti sia in amore x la vita in altre parti

sabato 17 agosto 2013

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MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Un lettore ed una lettrice scrivono:


Bruno Pepi 16 agosto 2013
Gratis solo Gratis:
“Voi date queste cose ad altri, e fate bene, ma non siamo forse noi quelli che ne hanno più diritto? Però non ne abbiamo mai approfittato, anzi facciamo fronte alle nostre necessità senza il vostro aiuto. Non vi abbiamo mai chiesto niente di alcun genere, per non mettere ostacoli all’annuncio di Cristo. Non sapete che quelli che lavorano nel tempio di Dio si servono delle offerte per le loro necessità? Non sapete anche che quelli che si occupano dell’altare di Dio ricevono una parte di ciò che viene offerto al Signore? Allo stesso modo, il Signore ha ordinato che quelli che annunciano il Vangelo hanno il diritto di vivere di questo lavoro. Per quanto mi riguarda, io non vi ho mai chiesto un soldo; e non vi scrivo per far valere i miei diritti. Preferirei piuttosto morire di fame, che perdere la soddisfazione di predicare a voi senza la minima ricompensa! Anche se annuncio il Vangelo, non è che mi dia tante arie, perché è un dovere che sento fino in fondo, e guai a me se non evangelizzo!
Se predicassi il Vangelo di mia spontanea volontà, meriterei una ricompensa, ma poiché il Signore me l’ha ordinato, faccio semplicemente il mio dovere. Qual è dunque la mia ricompensa? La soddisfazione di annunciare il Vangelo GRATUITAMENTE, senza far valere quei diritti che mi darebbe questa predicazione.
Anche se sono libero e non appartengo a nessuno, sono diventato di mia spontanea volontà, e con gioia, il servo di tutti, per portare a Cristo il maggior numero possibile di persone.”
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DIO è amore . GESU ci ha comandato di "amarci l'un l'altro" questo comando mi tiene a cuore perché GESU’ me la chiesto. Sforziamoci ad amarci e a camminare nelle orme di GESU’.
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DIEU EST AMOUR. JÉSUS nous a commender de "aimer vous les un les autres" ce commendement me tiens à cœur , par ce que JÉSUS me le demande . Efforcons-nous de nous aimer et de marcher dans les pas de JÉSUS.

venerdì 16 agosto 2013

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MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Un lettore scrive:


Amen questo progetto sicuramente arriva dal tuo cuore, ed è molto bello, pensare all'umanità! Il Signore Gesù ha dato la sua vita per l'umanità, e nel periodo del suo ministero sulla terra ha sfamato molte persone in diverse occasioni. Abbiamo dei casi quando Gesù fece la moltiplicazione dei pani e dei pesci in quella occasione sfamò 4000 uomini senza contare donne e bambini. ( Matteo: 15, 29-38) Gesù si curava del popolo! Se portiamo i nostri occhi sul v.30 di matteo, grandi folle si accostavano a Gesù venivano deposti ai suoi piedi; zoppi, ciechi, muti, storpi e molti altri e Gesù li guariva tutti. le folle si meravigliavano della cose che vedevano e glorificavano Dio. Gesù insegnava i suoi discepoli e gli dava dei comandamenti, in( Matteo:22, 37-38) dice:( Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la tua mente) il secondo simile a questo:( Ama il tuo prossimo come te stesso). Con questi insegnamenti gli apostoli in Atti.4,32 vediamo come cominciano a mettere in pratica l'amore per il prossimo nei bisogni dei beni materiali e  infatti non vi era alcun bisognoso fra di loro e non solo ma tutti coloro che credevano in Gesù, erano di un solo cuore  e di una sola anima. CREDO CHE TUTTI COLORO CHE CREDONO IN CRISTO METTANO IN PRATICA QUESTO BISOGNO PERLOMENO OGNUNO LO SIA NEL SUO PICCOLO RITROVO IN MEZZO AI PROPRI FRATELLI NEL SIGNORE.

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I lettori scrivono:

Antonietta Ponte: ok....comunque, tu sai che prima di scrivere invoco lo ss... se lui vuole usarmi io scrivo.... penso che Dio , voglia solo tenere unita una voce dei suoi figli, ognuno potrà liberamente dire la propria opinione, come tu bene hai impostato,  ma chi farà sarà  la sua potente mano, per mezzo di un  rinnovamento che già sta avvenendo, e come dici tu ci vuole tempo .... l'esempio che mi è venuto in preghiera  è sempre quello della  terra e la semina.... noi  possiamo seminare attraverso le nostre nuove opinioni e suggerimenti,  ma al momento giusto  fiorirà il buon seme ....nuovi germogli...
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Barbara Jnas LLabidi
Si ho visto il tuo blog..nn Ti ho risposto subito perché ho qualche problema con la connessione che nn ho ancora capito da dove derivi.

Quel che dici è GIUSTO...perché realmente ci porteremmo socialmente in una condizione di UGUAGLIANZA..EQUILIBRO e PARI OPPORTUNITA' per Tutti ( chi se lo merita ovviamente).

Manca sempre una cosa… che parte della RINASCITA prevederebbe come azione: TOGLIERE DI MEZZO I LADRI!...e già con questo, vorrei vedere che aria che tira!.....

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MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
In lettori scrivono:

Michel Abbatangelo 16 maggio 2013
Saluto un caro amico che per la prima volta pubblica nel web un suo articolo. Tanti auguri e in bocca al lupo.
Michel
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Sebastiano Giambrone 16 maggio 2013
Tutti siamo tenuti a partecipare per crescita del bene comune.
Il bene comune è anche il tuo bene, il tuo stato di benessere.
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Giovanni Vannucchi 16 maggio 2013
B E L L I S S I M O - ho esaurito la mia scorta di WOW -
Grazie.
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Sebastiano Giambrone 16 maggio 2013
I GIOVANNI 3:17-18.
"Ma se uno ha dei beni di questo mondo, e vede il suo fratello nel bisogno, e gli chiude le proprie viscere, come dimora l'amore di Dio in lui?
Figliuoletti, non amiamo a parole ed con la lingua, ma a fatti e in verità".
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Questi due versi ci dicono come la fratellanza deve agire.
Si mette in risalto che per il prossimo non bastano le parole e la lingua, ma occorrono fatti.
Fiumi di parole scorrono ovunque; politici, predicatori, responsabili di comunità, ecc....
Contano i fatti, spesso diciamo vogliamoci bene, ma poi, dopo qualche secondo, tutto finisce.
Politici, in campagna elettorale il vogliamoci bene si tocca con mano, dopo si dimentica tutto.
Predicatori, quanti bei discorsi nelle varie comunità; poi tutti finisce e posto nel dimenticatoio.
I versi sopra trascritti non lasciano ombra di dubbio, il cristianesimo non è fondato sulle parole, ma sui fatti.
Tutti ci dobbiamo fare un esame di coscienza e guardare la realtà con coraggio.
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Giorgio Massidda 13 giugno 2013
Tutto bello e giusto, ma....quando passiamo dalle parole ai fatti?
Anche in chimica e fisica si crea prima un piccolo nucleo attorno al quale va poi addensandosi quanto destinato a formare un unico corpo.
Certo, parlare, scrivere le proprie idee, confrontarsi, anche polemizzare può essere bello e soddisfacente (li per lì), ma le
parole sterili che rimangono suoni, senza concretizzarsi come fece l'OM, AUM, AMEN ecc. sono suoni vuoti.
O ci diamo da fare o emettiamo suoni!!!! In questo secondo caso è preferibile il silenzio.
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James Tincani 25 giugno 2013
Il suono non è mai vuoto, è vibrazione e non è mai sterile, semmai è l'orecchio di chi ascolta che non in grado di percepire tutte le sfumature.
Anche parlare di queste cose, creare culture, significa fare il primo passo per il cambiamento
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Antonietta Ponte: ok....comunque, tu sai che prima di scrivere invoco lo ss... se lui vuole usarmi io scrivo.... penso che Dio , voglia solo tenere unita una voce dei suoi figli, ognuno potrà liberamente dire la propria opinione, come tu bene hai impostato,  ma chi farà sarà  la sua potente mano, per mezzo di un  rinnovamento che già sta avvenendo, e come dici tu ci vuole tempo .... l'esempio che mi è venuto in preghiera  è sempre quello della  terra e la semina.... noi  possiamo seminare attraverso le nostre nuove opinioni e suggerimenti,  ma al momento giusto  fiorirà il buon seme ....nuovi germogli...
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Barbara Jnas LLabidi
Si ho visto il tuo blog..nn Ti ho risposto subito perché ho qualche problema con la connessione che nn ho ancora capito da dove derivi.

Quel che dici è GIUSTO...perché realmente ci porteremmo socialmente in una condizione di UGUAGLIANZA..EQUILIBRO e PARI OPPORTUNITA' per Tutti ( chi se lo merita ovviamente).

Manca sempre una cosa… che parte della RINASCITA prevederebbe come azione: TOGLIERE DI MEZZO I LADRI!...e già con questo, vorrei vedere che aria che tira!.....

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Un lettore scrive:


Economia condivisa.
Il pensiero di Dio sull' uomo e sempre stato quello dell' uguaglianza, cioè  che tutti gli uomini abbiano del loro necessario per vivere.
Mentre nel Mondo possiamo notare molto chiaramente la diseguaglianza sociale in modo impressionate. 
Nella Chiesa primitiva degli Atti degli Apostoli quando il Regno di Dio si è manifestato con potenza nella Pentecoste, e stato molto chiaro quale fosse il principio stabilito da Dio, vendevano le loro proprietà e li portavano ai piedi degli Apostoli affinché li amministrassero giustamente e nessuno mancasse del necessario per vivere.
Il Denaro è molto importante per l'edificazione del Regno di Dio su questa Terra, si sostengono i Ministri di Dio che si adoperano per l'avanzamento dello stesso unitamente a tutto ciò che serve per l'acquisto dei vari generi per l'Evangelizzazione e per i locali di Culto ed altro.
l Credente non deve essere egoista ma generoso ed altruista facendo parte con il suo denaro a tutti quelli che sono i bisogni che la Fede necessita, ovviamente e prima di tutto il necessario per la sopravvivenza dei fratelli bisognosi e poi di tutti gli altri poveri. Ovviamente il bene bisogna saperlo fare con saggezza e discernimento evitando di farsi prendere in giro dai furbetti che non vogliono lavorare oppure che si usano del Nome di Dio per arricchirsi e vivere nei lussi.
Donare per la Chiesa è fondamentale per la Fede di un credente, e quando gli e possibile anche aiutare privatamente chi è realmente nel bisogno per cause indipendenti dalla sua volontà.
Ovviamente nel Nuovo Patto non vogliamo più parlare di decima come forma obbligatoria di contribuzione economica, ma vogliamo osservare l' insegnamento dell' Apostolo Paolo che chiede ad ogni credente di donare liberamente come sente nel proprio cuore.
Certamente il concetto di donazione che troviamo espresso nel libro del Profeta Malachia esprime in modo molto chiaro il concetto di Fede nel donare per l'opera di Dio e della benedizione che ne consegue.
D'altra parte anche i discepoli di Gesù chiesero cosa ne avrebbero avuto in cambio dal loro sacrificio per l'opera che stavano svolgendo, ed il Signore molto esplicitamente si espresse dicendo che ne avrebbero avuto cento volte tanto in questa vita ed infine la Vita Eterna.

Dio vi Benedica. Pace. Teodolindo Durante.

giovedì 15 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
MODO DIVERSO DI CONCEPIRE L’ECONOMIA.
PARLIAMO DI ECONOMIA CONDIVISA.

Cosa è e quali sono i principi ispiratori.
L’economia condivisa è una economia partecipativa a tutti i
livelli della filiera del settore.

I principi ispiratori li troviamo, per il mondo cristiano
autentico, nel Nuovo Testamento.
L’uomo egoista non può che praticare una economia basata
sull’egoismo e questo è in contrasto con gli insegnamenti cristiani.

Dalla cultura basata sull’egoismo estremo scaturiscono
fattori che portano alla conflittualità tra gli uomini; le guerre, le battaglie, gli scontri nelle piazze, ecc… sono frutto del modo di concepire l’economia praticata  tutti i giorni.

Al contrario, nell’economia condivisa si sostituisce l’egoismo
con la cordialità e la fratellanza, ecco che siamo nel mondo cristiano autentico.
Quando parliamo di condivisione viene in mente il bene
comune nella sua generalità.
Esempi di beni comuni sono l’aria, l’acqua, ecc…

Può divenire bene comune anche il lavoro e la relativa
produzione della filiera se si pratica la condivisione.
Un passaggio molto importante che leggiamo nel N.T. è: “fra
di loro non vi era alcun bisognoso”.

Questa affermazione ci porta a considerare che praticavano
una totale e perfetta condivisione, tutti erano sullo stesso piano; oggi il povero diviene sempre più povero ed il ricco sempre più ricco e la conflittualità aumenta.

In presenza di una conflittualità non si può parlare di
fratellanza che è la base di partenza del cristianesimo.
Quando parliamo di economia condivisa pensiamo al lavoro ed il frutto dello stesso come bene comune per gli operatori di quel settore o azienda.
Come attuare i principi di cui sopra?

Abbiamo in programma il 2° convegno nazionale ove ognuno può contribuire con le proprie idee, elaborare documenti per un confronto cordiale e fraterno.
                

                                        Sebastiano Giambrone.

mercoledì 14 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Una lettrice scrive:

 Amici cari... seguo da diverso tempo ormai il blog. e constato  a volte con piacere che si è creata una voce...,  unica voce pur se con diverse  opinioni, ma la Voce è quella dell'anima che cerca una risposta.... alla situazione che stiamo vivendo…
E’ chiaro che non possiamo dire e dettare nulla che non si sappia già; tuttavia il desiderio di vedere le cose cambiate in meglio che c'è in tutti...
Spesso mi metto in preghiera, con semplicità, perché credo nella semplicità di un cuore che si rivolge a suo padre, non amo tutto ciò che la umana chiesa ha creato... gruppi ,divisioni, ecc ecc... una volta si, ma ora mi sento cresciuta, e so che ho una responsabilità da assumermi davanti al creatore…perché un Creatore del tutto esiste.
Ero una fervente cristiana, ho cercato di fare sempre del mio meglio, ma vi assicuro che forse facevo tanti di quegli errori che neanche mi rendevo conto, poi improvvisamente un poi... sentii una vocina in me... che mi diceva:  guarda  che io la penso diversamente  da quello che la chiesa degli uomini, dice....
Io  sono la chiesa vivente  nel cuore di ogni uomo, e desidero  essere conosciuta in prima persona..., la mia chiesa è fatta di comunione- condivisione-conoscenza, della Verità che vi farà liberi da ogni prigionia mentale e schemi...
Quando mi resi conto che non ero io, a parlare in me stessa..., iniziai  a piangere e sentirmi responsabile di tante cose....,da allora, quando medito, cioè mi collego con lo Spirito di Verità che in me vive, ricevo spesso chiarimenti in merito....
Nulla di preveggenza, ma saggezza, pensiero puro, e poi quando ascolto me stessa, mi rendo conto che sono nutrita in prima persona da ciò che ascolto in me... vorrei condividere questo dono con voi, per mezzo del blog... ma vorrei restare in un anonimato prudente, solo una persona, ovviamente filtra il contenuto e  fedelmente riscrive....

Mi chiamo antonietta.... e sono semplicemente una voce che  riferisce un pensiero puro che nasce in me... dalla sorgente  a voi ....

martedì 13 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO

I lettori scrivono:


Gaetano Grasso
Per me l'economia condivisa non è un problema di quanto si produce e di consumo, ma della qualità del prodotto e della sua durata nel tempo, per poter dedicare il tempo per nuovi progetti e poter migliorare la vita degli altri in modo costante e duraturo e senza sperperi delle risorse della nostra terra gaetano grasso di creocasa
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Jubilo orum
Grazie +Sebastiano Giambrone per aver ripostato il testo
in italiano comprensibile.
Adesso però faccio fatica in modo diverso : comprendere La filosofa Lorena Bianchi nelle conclusioni che trae dopo aver citato S.Agostino.

Da Persona moderna, Lei, come i + in G+ (  ) reagiscono al dare alla Bibbia una autorevolezza come per me sarebbe giusto che abbia e come ha avuto per secoli.
Ci insegna sull'uomo più di quello che la ragione possa fare, non solo su Dio.
In più è conforme al cuore dell'uomo, che è fatto per elevarsi a Dio.
Siamo fatti per l'infinito, per la vita eterna.
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Ravi Gautama
"La prima ragione della schiavitù interiore dell'uomo è la sua ignoranza, soprattutto l'ignoranza di sé stesso.
Senza la conoscenza di sé, senza la comprensione del moto e delle funzioni della sua macchina, l'uomo non può essere libero, non può governarsi e resterà sempre uno schiavo, in balia delle forze che agiscono su di lui."
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Aldo Guadagnino17/lug/2013
 Riguardo l'economia mi trovi perfettamente d'accordo, figurati che io considero l'economia del baratto come la più giusta e appagante in tutti i sensi.
Riguardo la teologia, io credo che se Dio si è fatto uomo, la risposta deve essere cercata all'interno dell'anima di ciascuno/a di noi e non deve, quindi, essere condizionante del governo della collettività.

Reputo, insomma che per il buon governo delle cose terrene la laicità debba essere un fattore importante.

lunedì 12 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Un lettore scrive:

Giorgio Massidda 11 agosto 2013
Sebastiano, perché mi hai coinvolto?
Io parlo di creta e mi si risponde parlando di vasellame, piatti, bicchieri, vassoi, brocche o di cocci vari.
Scrivo in italiano e cerco di non fare strafalcioni sintattici o di analisi logica e provo a dare una consequenzialità logica a quanto dico.
Evidentemente una delle conseguenze della dualità è anche l'incomunicabilità.
Premesso che non voglio né influenzare né convincere e men che meno creare odii, cerco solo di non lasciarmi distrarre dai pregiudizi.
Voglio provare a farmi capire supponendo una gita al mare con te, su un bellissimo promontorio (è di stagione).
Siamo tu, io e Cristo (non sto bestemmiando, Lui è sempre con noi). Ci sediamo in cima al promontorio spalla a spalla. Davanti a te una bellissima spiaggia con un arenile lunghissimo fatto di sabbia bianca; davanti a me una lunga distesa di rocce molto belle che danno una specie di aspetto infermale; al nostro fianco, anche Lui di spalle poggiando rispettivamente alla tua spalla destra ed alla mia sinistra, che vede uno splendido mare verde smeraldo che pian piano diventa sempre più blu.
Ciascuno di noi 3 può guardare solo verso un lato e non si può girare.
Tu descrivi nei minimi dettagli la spiaggia che vedi, le collinette di sabbia, la vegetazione alle spalle della spiaggia, la luce abbacinante, i campi sullo sfondo e le montagne dietro a tutto. Quello è il tuo mondo in quel momento.
Io vedo rocce di diversi colori, una scogliera che si estende a perdita d'occhio, onde che si infrangono sugli scogli sollevando spruzzi altissimi, dietro una parete scoscesa piena di anfratti che mi copre la visuale di quanto possa esserci dietro.
Lui vede il mare, esteso fino a molto oltre l'orizzonte, e ci descrive quello che gli sussurra il mare: un'onda si alza e dice "io mi chiamo Onda" ma, nel mentre, una gocciolina schiazza sulla Sua mano e dice "io mi chiamo Goccia" e Onda: "zitta tu che sei piccola e non devi parlare" al che Goccia "Onda, non fare la prepotente con me perchè sono piccola". Al che Gesù parla loro dicendo: sciocchine, voi 2 non siete né Onda né Goccia, voi 2 siete l'oceano dal quale vi siete momentaneamente staccate.
Poi rivolto a te: quello non è il mondo ma il suo aspetto relativo al tuo punto di vista.
Ancora, rivolto a me questa volta: quello non è l'aspetto del mondo ma quello che tu vedi secondo il tuo modo di percepire.
Come vedi non parlo né di fede né di religione né di filosofia. Non impongo e non voglio imporre nulla, abbiamo solo fatto una bella passeggiata su un promontorio in compagnia di Gesù o se non apprezzi questa...definizione diciamo che siamo stati in compagnia di uno che ha raggiunto l'estasi.
Nessuno dei 3 ha mentito minimamente rispetto alla propria visione.
Però Gesù, ci ha mostrato una cosa interessante: i nomi che Onda e Goccia si davano erano afflitti da dualismo perché essendosi separate dall'oceano si ritenevano, a torto, entità separate dall'oceano invece che parte di esso.
MOMENTANEAMENTE separate.

Mi pare ovvio che a questo punto ciascuno è libero di pensare come crede.

domenica 11 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
I lettori scrivono:

Interessante lettera che condivido.cerco di far vita alternativa e scambio di baratto e non inseguo il Dio Denaro,"la mia libertà finisce dove inizia la tua"c’è da combattere e continuare a fare e dare esempi di vita solo cosi avremo un mondo migliore.
Buon fine settimana
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Giancarlo Cappelletti
Sono immagini a dir poco raccapriccianti, che non solo fanno male ma umiliano nel profondo.
Penso che in questi casi la risposta sia quella di mettere le mani nel portafoglio, nel nostro piccolo, dando un segno tangibile.
Il tempo delle chiacchiere è finito.

Maurizio Piermarini11 agosto 2013
Gli uomini non sono consapevoli della bellezza della vita e la vivono nel modo sbagliato inseguendo obbiettivi egoistici. L`energia del nostro universo che ci ha dato la vita deve essere la nostra guida, la condivisione, la solidarieta`, il bene comune, la coscienza sono indispenzabili, purtroppo pochi che hanno capito influenzano tutti in modo sbagliato creando odio e pregiudizi.

Giuliano Alunni11 agosto 2013

La fiaba è speculare, come lo è il mito e le immagini dei sogni, bisogna rovesciarla per scoprire dietro il senso della realtà che, come il divino, vi si nasconde sempre sotto strane parvenze.