Barra di navigazione

domenica 1 settembre 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Lettrice / Lettore scrivono:


Milena Nosari.
Ciao, mi piace l'idea dell'economia condivisa.
E' un argomento interessante da approfondire. 
Capisco +Lucia Cazzato quando dice che non ha molto tempo: sono mamma di due bambine anch'io, non è facile destreggiarsi tra le faccende e la famiglia.
Condivido con te: le notti in bianco fanno parte del mestiere di mamma. 
Sarebbe magnifico se delle persone sinceramente interessante potessero attuare questo progetto: senza egoismi, senza secondi fini.
Solo per il bene comune di tutti.
Mettere a disposizione i beni, lavorare insieme, unire le forze per creare un'economia sana.
Questi sono i veri progetti da sostenere in un periodo di crisi profonda come quello che stiamo vivendo.
I miei complimenti.
Vi auguro buona domenica :)
---------------
Jubilo orum Ieri:+Sebastiano Giambrone grazie a questo post, mi sono interessato ad una delle Chiese diversamente "cristiane".
Ho trovato questo passaggio : L'importanza della figura di Hutter
è stata tale che gli anabattisti della Moravia presero il nome di Hutteriti; le comunità Hutterite erano strutturate socialmente
su principi comunisti, nello specifico comunanza dei beni, secondo il principio di derivazione cristiana per cui l'individuo non può esser proprietario di beni, bensì solo amministratore.
+ Questo altro : si parla di fratellanza ) e non di fraternità.
Nel 1531 si trasferì nella comunità anabattista di Austerlitz, in Moravia, per svolgere la sua attività di teologo e predicatore; dal suo cognome il gruppo prese il nome di Fratellanza Hutterita.
http://it.wikipedia.org/wiki/Jakob_Hutter.
INOLTRE va capita la denominazione "Anabattista" in tedesco Täufer, Wiedertäufer, ( Ulteriore battesimo )

Il loro nome è tra altri, Fratelli in Cristo e talvolta Chiesa di Dio. http://it.wikipedia.org/wiki/Anabattismo

8 commenti:

  1. http://armandobruzzesi.blogspot.it/2013/02/a-proposito-dei-barboni.html

    RispondiElimina
  2. Omelia – XXII Domenica del Tempo Ordinario – 1° Sett 2013

    Ci sono brani del Vangelo,
    prendendo l'esempio sbagliato di Lutero,
    che per dare ragione alle proprie idee
    tagliava alcune pagine della Bibbia,
    come la Lettera di San Giacomo,
    definendola "lettera di paglia".

    Come diceva il nostro amato Papa emerito Benedetto XVI:
    "Il Vangelo non consente scappatoie:
    chi si volge al Dio di Gesù Cristo viene spinto
    a servire i fratelli, e viceversa chi si dedica ai poveri
    vi scopre il misterioso volto di Dio".

    Il brano odierno di Luca (14,1.7-14) va accolto interamente:
    Quando offri un pranzo o un cena, ... invita chi non può contraccambiare... i poveri in tutte le sue espressioni
    che ogni giorno incontriamo.

    Spesso stando in mezzo alla gente alcuni sono critici nei confronti della chiesa e del vaticano
    per tutti i suoi tesori e si domandano perché
    non li vende e il ricavato non li dona ai poveri?
    Giusta l'osservazione altrettanto sarebbe giusto comprendere con verità il volto vero della Chiesa di Dio.
    Faccio un esempio, suggerito da un amico,
    perché il Sindaco non vende il Palazzo Comunale per aiutare i poveri? Lui non lo può fare perché è un bene di tutti.

    Noi diciamo che anche l'edificio e le pertinenze della chiesa è un bene di tutti.

    La risposta che voglio indicarvi sul bene della chiesa
    e la carità esercitata, la potete vedere benissimo cliccando il bilancio della Chiesa Cattolica,
    delle Diocesi, delle Parrocchie, degli Istituti religiosi
    e della vita consacrata e vi stupirete della tanta carità
    "silenziosa" della Chiesa di Dio.

    L'attuale Papa Francesco ci insegna, nel suo illuminante Magistero, come dobbiamo essere attenti ai poveri,
    andare nelle periferie, quasi ad incoraggiarci a fare
    ancora di più alle persone più deboli.
    La carità non si fa a chi ti è più simpatico, la si fa a Cristo che in quel momento è il volto del povero, tende la mano per ricevere dalla tua mano.

    Fra carità e aiuto sociale c'è differenza nel primo caso cerco Gesù, il Cristo povero che mi arricchisce
    e mi invita ad usare dei beni che abbiamo e con umiltà
    mi metto in comunione, con gioia al mistero
    che celebriamo ogni domenica nella santissima Eucaristia.

    Nel secondo caso, l'aiuto sociale del bene comune
    ha un percorso giuridico, umano, terreno, tecnico
    che ti dice se tu puoi essere aiutato o non aiutato.

    Diceva Abbè Pierre: La vera carità non è piangere o donare, ma agire contro ogni ingiustizia...
    prima della carità va fatta passare la giustizia.
    Usando le parole di san Giovanni Calabria diremmo:
    "Fate il bene ma fatelo bene".

    Questo lo comprendiamo nel modo in cui vivi la tua fede
    con gioia nei misteri principali della divina liturgia,
    fare bene questa eucaristia per servire bene
    come testimoni di Gesù Cristo nell'eucaristia
    della vita quotidiana.

    Si può dire che la carità deve creare sviluppo e non assistenzialismo.
    Gli uffici caritas, presenti in tutto il territorio nazionale prendono esempio dal testo del vangelo
    di una carità "non data a pioggia, a tutti",
    ma educare affinché il dare sia perché tu dia con gioia
    e riceverai la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti.

    Maria, maestra di carità, insegnaci ad amare come tu
    hai amato Gesù e la Chiesa di Dio facendo silenzio
    nel tuo cuore, senza pubblicità e progresso,
    perché il bene non fa chiasso e il chiasso non fa bene. Amen.

    Buona domenica nella carità di Cristo
    e dei fratelli più bisognosi.

    Don Giovanni Salvia

    RispondiElimina
  3. bye bye, me ne vado se non sono gradito

    RispondiElimina
  4. Non sono disponibile ad ospitare prediche.
    Questo non è un blog della chiesa cattolica romana.
    Si prega Don Giovanni Salvia di togliere il commento dal blog.

    RispondiElimina
  5. Non è corretto un blog. degli altri per pubblicare le proprie prediche. Non sono d'accordo del contenuto e neanche della forma.
    Il cristianesimo non è una religione.
    Chi vuole insegnare religione deve trovare altro spazio. Non sono ammesse le prediche da parte di chiunque.

    RispondiElimina
  6. Qui si deve parlare di economia cristiana - condivisa.
    Le omelie possono essere ascoltate la domenica nei luoghi opportuni.

    RispondiElimina
  7. I pseudo teologi devono trovare il loro spazio altrove.

    RispondiElimina
  8. Giorgio Massidda4 settembre 2013 03:02

    Credo che Don Giovanni Salvo abbia commesso alcuni errori concettuali nel pubblicare la sua omelia.
    Cedo di aver capito che questo sia un sito dove si parla di ECONOMIA CRISTIANA CONDIVISA, quindi economia basata sui principi di condivisione indicati da Cristo, ma non per questo soggetta a commistioni inproprie, se non basate su puri principi filosofici che non riguardano il solo cristianesimo ma l'UOMO nella sua accezione più nobile e disinteressata.
    Poichè non credo ci si voglia trasfromare in fondamentalisti, non mi pare oppotruno cercare cio che ci divide dai pensieri e filosofie altrui, bensì ciò che ci unisce in buona fede.
    In sostanza, posso non accettare un buddista non per il suo credo, ma perchè magari non collabora come necessario, o commette atti riprovevoli o ....ha concetti di igiene che non corrispondono allo standard necessario ad una collettività.
    Pur apprezzando profondamente i beni artistici detenuti dalla Chiesa, ed avendo spesso goduto di essi, non credo si possa paragonare l'insieme di proprietà detenute dal Vaticano in tutto il mondo con i beni di un Comune che necessita di spazio dove collocare i dipendenti che (in teoria) forniranno tutti i servizi necessari ai cittadini che se li sono pagati con le proprie tasse.
    Ricordo che Cristo disse "....regala la tua tunica ad un povero e seguiMi..." ciò non indicava che i suoi seguaci divessere ossere nudi, bensì non attaccati a beni terreni che, comunque, qui hanno trovato e qui lasceranno.
    Fare la carità, se non la si sa fare, finisce per poter diventare una offesa alla persona cui si fa la cartà. Conseguentemente, la vera carità è la condivisione senza secondi fini per amore del Sè (Dio se si preferisce) o comunque lo si voglia chiamare, dato che in effetti lo si può definire solo come E'.
    Mi collego al concetto di carità non "...data a pioggia a tutti..." di cui ci parla Don Giovanni Salvia per pormi qualche domanda:
    1) la carità si da a pioggia a chi serve o la si da solo a chi viene selezionato perchè della tua parrocchia, fede, colore, credo, sesso ecc?
    2) la Caritas svolge una azione meritevole proprio perchè offre dei servizi a tutti (o qualsi) coloro che gieli chiedono, dando cibo ed alloggio, senza chiedere loro chi li manda;
    3) per sdrammatizzare, preferisco i famosi Peppone e Don Camillo che, pur nelle oro differenze ideologiche, alla fine si abbracciavano in una opera di umanità.
    Parliamo quindi di fiosofie non di dogmi per piacere.

    RispondiElimina

Più che opinioni stupide ci sono stupidi che hanno opinioni.Non è il tuo caso quindi fammela conoscere.